Il Fisco rilancia il redditometro, lo strumento di accertamento che mira a verificare la coerenza tra le spese sostenute dai contribuenti e i redditi dichiarati. L’obiettivo è contrastare l’evasione fiscale e individuare eventuali redditi non dichiarati.
Come riportato oggi da Il Sole 24 Ore nell’articolo “Il Fisco rilancia il redditometro: fari puntati su spese e risparmi” (NT+ Fisco, 21 maggio 2024), il nuovo decreto ministeriale (DM 7 maggio 2024) introduce importanti novità rispetto al passato.
Cosa prevede il nuovo redditometro?
- Applicazione a partire dal 2018: Il nuovo strumento sarà operativo a partire dagli accertamenti relativi all’anno d’imposta 2018.
- Metodologia di calcolo: Il calcolo del reddito presunto terrà conto di una vasta gamma di spese, tra cui generi alimentari, abbigliamento, abitazione, trasporti, istruzione, tempo libero e altre categorie di consumo. Inoltre, saranno valutati anche i dati relativi a investimenti e spese per trasferimenti.
- Panieri Istat: Per alcune categorie di consumi considerati essenziali, come alimentari, bevande, abbigliamento e trasporti, il Fisco farà riferimento alla spesa minima per conseguire uno standard di vita accettabile (la cosiddetta “soglia di povertà assoluta”).
- Utilizzo dei dati finanziari: Il Fisco utilizzerà i dati presenti nell’Anagrafe tributaria, che include informazioni sui conti correnti e altri rapporti finanziari, per incrociarli con le informazioni sulle spese e valutare la coerenza complessiva della situazione finanziaria del contribuente.
Cosa cambia per i contribuenti?
È fondamentale che i contribuenti prestino massima attenzione alla corretta dichiarazione dei propri redditi e alla conservazione della documentazione relativa alle spese sostenute. In caso di accertamento, sarà cruciale non solo dimostrare la provenienza lecita delle somme utilizzate per finanziare le spese contestate, ma anche che tali spese siano coerenti con il livello di reddito dichiarato e giustificabili in base alla situazione finanziaria complessiva.
Garanzie per il contribuente
Il nuovo redditometro prevede anche alcune garanzie per i contribuenti. Ad esempio, sarà possibile fornire prova contraria dimostrando che le spese contestate sono state finanziate con redditi non dichiarati ma esenti, redditi soggetti a tassazione separata o provenienti da altre fonti lecite. Inoltre, il redditometro non potrà essere utilizzato per accertamenti relativi a periodi d’imposta per i quali siano già stati definiti gli accertamenti con adesione o siano intervenute sentenze passate in giudicato.
