Saranno le condizioni di accesso stringenti o il regime premiale poco appetibile, sta di fatto che molti operatori stanno liquidando le imposte dei contribuenti, senza nemmeno attendere il software del concordato. Il 15 giugno 2024 arriverà, come previsto dal D.Lgs.n. 13/2024, il software per l’elaborazione della proposta ai 2,7 milioni di partite Iva soggette agli Isa.
Il Governo sta cercando di approvare un Decreto correttivo che tenga conto delle istanze. Sembra sia schedulato per il prossimo Consiglio dei Ministri del 20 giugno 2024 e che sia slittato dal CdM del 10 giugno – rinvio dovuto alle valutazioni del Ministero della Giustizia sulla parte che riguarda l’adempimento collaborativo riservato alle grandi imprese. Tra le modifiche sicure c’è però lo spostamento del termine ultimo per aderire alla cooperative compliance per le S.p.A., dal 15 al 31 ottobre 2024, che allinea la scadenza a quella per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi.
I forfettari (sono circa 1,8 milioni di partite Iva), per i quali il concordato avrà effetto per il solo periodo d’imposta 2024, avranno il software informatico in cui inserire i propri dati solo il 15 luglio 2024.
No agli accertamenti basati su presunzioni – Confermati i benefici in relazione agli accertamenti: la firma del concordato salverà il contribuente da quelli induttivi, originati dalla mera presunzione che abbia nascosto redditi al fisco, anche se sono basati su elementi “gravi, precisi e concordanti”. L’amministrazione finanziaria non potrà effettuarli, a meno che il contribuente non decada dal concordato perché è stato accertato attraverso controlli formali sulle dichiarazioni, e abbia dichiarato un minore ammontare di ricavi pari al 30% dei ricavi “emersi”.
Tra le diverse misure, contenute nel Decreto correttivo, sembra vi sia la proroga dei versamenti ad agosto 2024 con la maggiorazione dello 0,40%, tanto sperata.
Da quanto risulta dalla bozza dello schema di decreto legislativo, che circola tra gli operatori ma non ancora ufficializzata, il correttivo dovrebbe andare a modificare alcuni decreti attuativi della delega fiscale:
- il D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 221, in materia di adempimento collaborativo,
- il D.Lgs. 8 gennaio 2024, n. 1, c.d. Decreto Adempimenti
- e il D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, c.d. Decreto sul concordato preventivo biennale.
In particolare, il Decreto sul Concordato preventivo verrà modificato in relazione a alcuni aspetti legati:
- alle scadenze di adesione al reddito concordato;
- alle cause di esclusione ex art. 22 del D.Lgs. n. 13/2024;
- alla definizione del reddito e del valore della produzione oggetto di concordato;
- alla determinazione degli acconti d’imposta per il primo anno di applicazione dell’istituto;
- agli effetti della decadenza.
| Novità in arrivo con il c.d. Decreto correttivo | |
| Fattispecie | Descrizione delle modifiche |
| Scadenze di adesione al reddito concordato | Per il 2024, il termine di adesione al concordato coincide già con quello per la presentazione della dichiarazione dei redditi (15.10.2024).
A regime, verrebbe fatto slittare di 15 giorni rispetto alla scadenza prevista in origine. Il 31 ottobre (per i soggetti IRES, l’ultimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta) sarà il termine per la presentazione del modello REDDITI e IRAP e per l’adesione dal 2025. Per gli anni successivi, l’adesione alla proposta di concordato avviene entro il 31 luglio, ovvero entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare. |
| Messa a disposizione del Software | Lo schema di decreto correttivo prevede un differimento anche della messa a disposizione del software applicativo del concordato, al 15 luglio 2024 per i forfetari che adottano il regime già nel 2023 (chi aderisce al regime nel 2024 è escluso dal concordato).
Confermato il termine, invece, del 15 giugno per gli altri contribuenti ISA |
| Esclusione dal concordato | Il correttivo modifica l’art. 11 del D.Lgs. n. 13/2024 inserendo nuove cause di esclusione per i soggetti che:
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| Reddito da rideterminare ai fini del concordato |
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| Acconti | Nell’art. 20 del D.Lgs. n. 13/2024, viene introdotta una maggiorazione degli acconti d’imposta per il primo periodo di adesione al concordato:
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| Cause di decadenza |
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