Revolut Digital Assets Europe Ltd ha recentemente ottenuto la licenza MiCA (Markets in Crypto-Assets), un importante passo verso una maggiore tutela e trasparenza per i clienti che investono in criptovalute tramite la nota piattaforma. Cerchiamo di fare chiarezza sull’impatto fiscale per gli utenti della piattaforma.

Cos’è la licenza MICA: si tratta del nuovo standard europeo per le aziende che operano nelle criptovalute e impone regole rigorose sulla protezione dei consumatori, trasparenza degli asset, gestione del rischio e sicurezza operativa.

Impatto operativo: a seguito della novità la piattaforma:

  • non agisce più come intermediario per gli ordini dei clienti con terze parti,
  • ma gestisce transazioni dirette utilizzando il proprio capitale.

Profili fiscali

In linea con la normativa nazionale vigente, per le operazioni effettuate tramite Revolut il trattamento fiscale, distinto per tipologia di servizio finanziario, può essere riepilogato come di seguito:

Servizio Aspetti fiscali
Conto corrente e conto deposito italiano Per le attività bancarie (conto corrente e deposito) con IBAN italiano, Revolut funge da sostituto d’imposta sulle somme depositate:

  • trattiene la ritenuta alla fonte del 26% sugli interessi
  • applica l’imposta di bollo (34,20€/0,2%) sulle giacenze se si superano i 5.000€ di media annua.
Conto corrente e conto deposito estero Per chi usa ancora IBAN esteri (es. lituano):

  • si applica l’IVAFE (0,2%),
  • vanno rispettati gli obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW) in dichiarazione dei redditi.
Investimenti e cripto valute
  • sulle plusvalenze da criptovalute, in aderenza alla Legge di Bilancio 2025 è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 26% (senza soglia di non imponibilità di 2.000 euro prevista invece nel 2024), con innalzamento dell’aliquota al 33% dal 2026,
  • è dovuta inoltre l’imposta sul valore delle cripto-attività dello 0,2% (da calcolare sul valore al 31.12)